Christine Cristina

11 maggio 2010
Categorie: Books & Movies

christine_cristina_locandinaChristine Cristina

Regia di Stefania Sandrelli.

Con Amanda Sandrelli, Alessio Boni, Alessandro Haber, Paola Tiziana Cruciani.

Nei cinema dal 7 maggio 2010.

Poeti si nasce o si diventa? Nel caso di Cristina fu una conquista. “Christine Cristina” segna l’esordio dietro la macchina da presa di Stefania Sandrelli, icona di quasi mezzo secolo di produzioni cinematografiche italiane.

Il film è una biografia storica medioevale di una conquista avventurosa di Cristina da Pizzano, italiana, vissuta in Francia nel momento del passaggio dalla notte del Medioevo all’alba dell’Umanesimo; fu la prima donna a vivere soltanto grazie alla propria penna, cioè scrivendo e pubblicando opere poetiche. Figlia di un importante astronomo, Cristina cresce alla corte di Carlo V di Francia, sotto ogni stimolo culturale, ma da un’agiata condizione precipita nella miseria più nera, con due figli piccoli, nell’imperversare delle lotte tra Armagnacchi e Borgognoni.

fiumeCostretta ad immergersi nella Parigi insidiosa dei derelitti schiacciati da guerre centenarie, Cristina dovrà risorgere dopo aver toccato il fondo, vincendo fame, paura e disperazione. Ci riuscirà per l’appunto grazie alla scoperta di un talento poetico che portava dentro di sé senza saperlo. Quella di Cristina è una poesia che parla dell’anima semplice delle cose, vicina ai deboli e alle donne, in contrapposizione con la cultura del tempo esclusivamente maschile, che promuoveva una letteratura artificiosa e nominalistica. Peripezie, battaglie intellettuali, palpiti sentimentali, gli elementi e i momenti di questa narrazione che, edificata su basi drammatiche, ha tuttavia i toni della commedia. Il personaggio di Cristina è visto anche con una partecipe ironia che accentua l’umanità della figura. Due mentori, apparentemente antitetici tra loro e in realtà complementari, l’accompagnano nella sua avventura umana e intellettuale. Prima Charleton, un cantastorie da osteria che la aiuta a conoscere quel mondo degli umili che amerà la sua poesia, poi Gerson, teologo sopraffino, combattuto tra l’amore per Cristo e quello per Cristina.

Budget esiguo per una produzione interamente in costume (circa 2 milioni e mezzo di euro), che annovera nel suo cast attori di spessore come Alessandro Haber, ma anche amici e parenti della Sandrelli stessa (sua figlia Amanda e Alessio Boni). Il merito del film è quello di rappresentare dal punto di vista femminile un inedito Medioevo e l’incontro/scontro del talento della protagonista con un mondo (quello della scrittura) a quel tempo precluso per le donne. Toni pacati, toni da fiction che contrastano con il personaggio rivoluzionario di Cristina per una regia molto soft e lineare, senza grandi sorprese. Insomma, da un’attrice del suo livello (tra l’altro, anche Leone d’oro alla carriera nel 2005 alla Mostra di Venezia) e con le sue collaborazioni (è stata diretta da registi come Germi, Brass, Scola, Bertolucci, Muccino, Ozpetek), francamente, ci si aspettava di più.

Luca Maria Brogli

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