Colazione da Tiffany
14 luglio 2010
Categorie: Books & Movies
Truman Capote (1958)
Alcuni romanzi entrano nella nostra cultura con così tanta prepotenza e forza da divenire vere e proprie icone. Colazione da Tiffany, dal romanzo leggero ed allo stesso tempo impegnato, si trasforma prima in un film di grande successo (1961 con Audrey Hepburn e George Peppard), per poi diventare uno dei più grandi flop di Brodway nel 1966.
 Negli anni più recenti (1996) anche una canzone omonima (dei Deep blue something) amatissima nei campus americani dove ancora ci si perde tra le pagine dell’opera di Capote. La casa automobilistica Lancia ha utilizzato una delle scene più famose della pellicola per pubblicizzare una delle proprie autovetture. Proprio per indicarne unicità e classe, con un tocco di nobile nostalgia.
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Tutti ricorderanno le mitiche sequenze in cui Audrey Hepburn, nel suo splendido abito di Chanel passeggia di fronte alla gioielleria Tiffany mentre assapora una brioche (come colazione) dopo un’intensa nottata di follie e divertimento.
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 Ma il vero romanzo differisce profondamente dal film, tanto che lo stesso Capote ne rimase fortemente contrariato, dicendo che aveva immaginato come protagonista (Holly Golightly) una spregiudicata ma triste Merilyn Monroe, preferendola ad una Audrey Hepburn troppo bambinesca ed innocente. Holly è una cover-girl di New York, attrice cinematografica mancata, generosa di sé con tutti, consolatrice di carcerati, eterna bambina chiassosa e scanzonata. È un personaggio incantevole, dotato di una sorprendente grazia poetica ed una profonda disperazione di chi vive una vita frivola ma che in fondo al proprio cuore desidera affrancarsene per una esistenza più profonda e spirituale. Il “Time” definì la sua eroina, Holly Golightly, “la gattina più eccitante che la macchina per scrivere di Truman Capote abbia mai creato. È un incrocio tra una Lolita un po’ cresciuta e una giovanissima Auntie Mame (l’eccentrica protagonista dell’omonimo romanzo di Edward E. Tanner, del 1955, ndr)… sola, ingenua e un po’ impaurita“.
Il racconto inizia con il ritrovamento da parte del barista Joe, segretamente innamorato di Holly, di una particolare fotografia di una statua africana che assomiglia incredibilmente alla ragazza. Come ogni persona nel mondo, Holly è alla ricerca di un suo posto in cui sentirsi sicura e protetta, che per lei diventa temporaneamente la gioielleria Tiffany, capace addirittura di sconfiggere le sue ‘paturnie’! Vive però un’esistenza sregolata, fatta di eccessi e mondanità , tra ricchi facoltosi che non ama e gangster nel carcere di Sing Sing. Unico punto fermo: il suo gatto rosso, senza nome. A raccontare la vita di Holly è l’altro protagonista del racconto, uno scrittore (Paul Varjak) ammirato dal modo di vivere così passionale della donna. Tra drammi, difficoltà ed amori impossibili Holly riesce a trovare, forse, una via di uscita: un politico brasiliano che decide di sposarla. Purtroppo viene arrestata a causa dei messaggi che portava nel carcere che non erano, come lei ingenuamente pensava, semplici “previsioni del tempo†ma veri e propri ordini mafiosi. Salta così il suo matrimonio ma prende comunque la decisione di partire per il Brasile e così abbandona il suo gatto a Spanish Harlem, sulla via per l’aeroporto. Solo poco prima di partire lei ha dei ripensamenti e, in lacrime, corre a cercare la bestiola, capendo quanto fossero in realtà legati e si appartenessero (e, indirettamente, lei fosse legata allo scrittore). Ma purtroppo non riesce a ritrovarlo e, dopo aver strappato al suo amico la promessa di ritrovare il gatto, parte per il Brasile.
Paul non sentirà mai più Holly se non da una sola lettera pochi mesi dopo. Ritroverà il gatto che, adesso, abita in una famiglia, e spera che anche Holly abbia trovato il suo posto nel mondo.
Tra il romanzo ed il film, come già detto, vi sono delle differenze sostanziali che ne modificano fortemente il messaggio di Capote. La stessa Holly nel libro è comunque una donna scatenata, maliziosa e sensuale, ma sulla pellicola questi toni vengono smorzati per rendere il film per un pubblico più ampio. Nel film, ad esempio, Holly ritrova il gatto e resta a vivere con lo scrittore Paul.
Un film a lieto fine, semplice ed ironico, che non si può assolutamente perdere. Per quanto riguarda il romanzo, la sua forza sta nella incoerente e conturbante Holly ed in un finale in cui Capote, con rabbia e sentimento, quasi la critica perché non capace di prendere la decisione che la renderà felice.
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Giuliano Scavuzzo
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