Sex and the City 2
15 giugno 2010
Categorie: Books & Movies
con Sarah Jessica Parker, Kim Cattrall, Kristin Davis, Cynthia Nixon
 Alcuni giorni fa la nostra capo redattrice mi ha chiesto se fossi disposto ad andare a vedere Sex and the City 2 per poi farne una recensione. Le domanda se mi odiasse così tanto da sottopormi a tale crudele compito. Eppure, con tanta apertura mentale (oltre a tanto scetticismo) ho deciso di provare a vederlo. Già dal botteghino si respirava una strana aria, ricca di aspettative, pettegolezzi e curiosità . Era come andare ad una convention di Guerre Stellari ma senza wookie pelosi ed al loro posto giovani ultragriffate accompagnate da qualche loro amico gay. È stato sorprendente, nel buio della sala, non solo vedere il film, ma ascoltare decine di commenti femminili che, però, quasi non disturbavano ma sembravano far parte dello stessa pellicola.
Il film inizia, neanche a dirlo, con un matrimonio gay in cui tutto il glamour della serie esplode in una cerimonia abbagliante con cigni, cori gospel di ragazzi omosessuali ed una strepitosa Liza Minelli che canta e balla sulle notte di Single Lady di Beyoncè. Un primo tempo divertente e quasi sobrio che strappa risate a scena aperta.
Secondo tempo e nuova location: Abudabi. Qui il film sterza fortemente, passando in una sfera forse un po’ surreale (vedi gli improbabili abiti delle quattro ragazze forse eccessivi pure per una sfilata di Jean Paul Gaultier!) che però, incredibilmente, non perde troppo smalto. Forse qualche lungaggine poteva essere evitata ed alcune scene, in modo particolare quelle riguardanti Samantha, rese con una malizia ed eleganza maggiori di come l’avevano contraddistinta nelle serie Tv.
Attrici rodate e sicure di loro stesse, a proprio agio nei panni di personaggi che conosco perfettamente. Su tutte spicca senza dubbio il personaggio di Samantha Jones (Kim Cattrall), come detto un po’ fuori dalle righe, che la rende ancora più simpatica.
Tra improbabili cure anti età , incontri a sorpresa in un mercatino ad Abudabi e tanta moda vi è il tentativo, un po’ debole, di dare anche una sorta di messaggio. Il tanto agognato matrimonio di Carrie Bradshaw (Sarah Jessica Parker) con Big (Chris Noth) non è un punto di arrivo, dopo il quale lasciarsi andare in casa davanti alla televisione, ma un punto di partenza che ha bisogno di compromessi e pazienza (vero donne?). Un mea culpa bipartisan che semplifica troppo le dinamiche della vita di coppia.
Non credevo che lo avrei mai scritto, ma è un film che consiglio, anche se sicuramente non ce ne è bisogno, a tutte le ragazze. Per i rispettivi fidanzati una esortazione a dare una possibilità a questa particolare (per gli uomini, ovvio) pellicola che in ogni caso vi strapperà qualche sana risata.
Sorprendente
Giuliano Scavuzzo








