The Social Network
17 novembre 2010
Categorie: Books & Movies
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(The Social Network, Usa, 2010)
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di David Fincher con Jesse Eisenberg, Justin Timberlake
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Facebook: annuari con le foto di ogni singolo soggetto che alcuni college statunitensi pubblicano all’inizio dell’anno accademico e distribuiscono ai nuovi studenti ed al personale della facoltĂ come mezzo per conoscere le persone del campus. Da questa idea nasce nel 2004 il secondo sito piĂą visitato al mondo (dopo Google) che vanta 500 milioni di utenti e che ha reso Mark Zuckerberg il “piĂą giovane miliardario al mondo” (Forbes, 2008). Nell’arco di pochi anni questo ragazzotto americano appassionato di informatica ha trasformato il mondo dei social network e della comunicazione globale. All’inizio Facebook era nato come strumento per permettere a studenti di rimanere in contatto anche dopo la laurea. Un network, quindi, piĂą ad uso economico e pratico piuttosto che ludico. In pochi anni ha contagiato prima le universitĂ americane, scuole e ambiti lavorativi fino ad espandersi in tutto il mondo.
Nel 2009, lo scrittore statunitense Ben Mezrich ha pubblicato il libro Miliardari per caso- L’invenzione di Facebook: una storia di soldi, sesso, genio e tradimento (Sperling & Kupfer), in cui racconta la vita del giovane Zuckerberg e la nascita di Facebook. Il romanzo è diventato presto un best seller negli Stati Uniti permettendo al lettore di poter sbirciare nella vita di un giovane che da semplice studente di informatica è diventato ricchissimo e famoso. I protagonisti di questa rivoluzione sociale vengo descritti come individui paranoici, megalomani fino all’inverosimile, il cui unico scopo nella vita pare essere la celebrazione di se stessi.
 Così il regista David Fincher ha trasposto il romanzo in pellicola cinematografica, dando vita a The Social Network, presentato al recentissimo Festival del Cinema di Roma in anteprima italiana. Nel film di Fincher, la creazione di Facebook è descritta come il frutto della profonda misantropia e misoginia di un individuo incapace di stabilire il minimo contatto con i suoi simili. Facebook nasce infatti come vendetta personale contro la ragazza che, nella prima scena di un film che si apre ad Harvard, lo definisce uno “stronzo”, senza mezza termini, la stessa ragazza che Zuckerberg umilia pubblicamente sul suo blog.
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Ovviamente il film parte dal periodo risalente al 2003 della vita di Zuckerberg nel quale lo studente di Harvard concepisce e mette in atto la sua rivoluzionaria idea. L’inizio ci mostra subito chi è effettivamente David (Jesse Eisenberg): un ragazzo intelligente, in gamba che però, quando viene lasciato dalla sua ragazza Erica Albright (Rooney Mara) si sfoga creando un sito in cui è possibile paragonare e votare a coppie le ragazze del campus. In pochi giorni questo gioco (sicuramente poco elegante e sessista) diviene il più visitato dell’università , tanto da mandare in crush quasi tutto il sistema informatico. Zeta è un nerd all’ennesima potenza, va in giro per il campus in sandali e calzini bianchi in cerca di vittime da massacrare a suon di battutacce fuori luogo, pungenti e caustiche. Come se mettere le persone di fronte ai loro limiti sia per Zeta una sorta di rivalsa sociale, uno strumento per sentirsi migliore e quindi per il raggiungimento della propria autostima. Forse il tempo dei “perdenti” simpatici, buoni e goffi dei film anni ’80 come “La rivincita dei Nerd” è finito, loro sono ormai scomparsi e si sono trasformati in miliardari arroganti, ma probabilmente sempre in cerca del consenso degli altri.
Il regista mette su pellicola un mondo per certi versi amorale, vanitoso ed egocentrico che va al di lĂ del semplice Zeta o del suo figliolo prediletto, Facebook. E’ uno spaccato di una societĂ schiava dell’immagine, dell’apparire, di un narcisismo digitale ormai dilagante. Come se bastasse spostare qualche pixel qua e lĂ per essere piĂą affascinanti ed attraenti… Alla fine, nella vita reale si rimane ciò che si è. E allora non è piĂą gratificante una seduta di sano shopping o in beauty farm, dal vivo, piuttosto che passare il sabato pomeriggio davanti a Facebook? Ne gioveranno il buon umore ed il vostro stile.
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Giuliano Scavuzzo










