Buccirosso incontra il musical in “Napoletani a Brodway”

28 dicembre 2011
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NAPOLETANI A BROADWAY

di  Carlo Buccirosso

Con Carlo Buccirosso, Valentina Stella, Gianni Parisi, Graziella Marina, Davide Marotta, Sergio S’Auria, Giordano Bassetti e Fabrizio Miano

regia Carlo Buccirosso

coreografie Fabrizio Angelini

Scene Aldo De Lorenzo

Costumi Zaira De Vincentis

26 dicembre 2011 – 22 gennaio 2012

Teatro Sala Umberto – via della Mercede, 50 Roma

Applausi a scena aperta accompagnati da vere e proprie ovazioni per la perfetta sintesi tra Musical e commedia (rigorosamente napoletana) che la Compagnia di Carlo Buccirosso propone al pubblico capitolino, una frizzante storia tragicomica specchio della condizione dell’attore in Italia. Dopo “I Compromessi Sposi†o “Il Miracolo di Don Ciccillo†(solo per citare i due più recenti) gli spettatori romani hanno l’occhio e l’orecchio educato alla sottile ironia della Compagnia partenopea, che anche questa volta si conferma sui suoi ottimi livelli riuscendo a strappare solo sensazioni più che positive dal pubblico, conquistato a suon di duetti canori, battute e coreografie di questo “Napoletani a Brodwayâ€.

Diciannove attori in scena, la solita verve napoletana della compagnia (un meccanismo rodato e perfettamente funzionante) e la professionalità di un ensemble di giovani cantanti e ballerini impreziosiscono ancora di più un prodotto teatrale di ottima fattura, in cui la regia dello stesso Buccirosso non lascia nulla al caso ed in cui le musiche di Antonio Annona permettono di esaltare ancora di più le caratteristiche vocali degli interpreti.

buccirosso loc

La storia: Vito Pappacena, cinquant’anni, celibe, nato a Napoli, felicemente convivente con sua madre, è un attore innamorato del teatro, deluso dalla superficialità del sistema del mondo dello spettacolo. Un giorno l’uomo, al suo ennesimo infruttuoso provino, mortificato dall’insensibilità di un cineasta che lo dichiara colpevole di essere “un po’ troppo napoletanoâ€, stretto tra un lavoro precario per eccellenza e una mediocrità televisiva e (spesso) cinematografica che lo penalizza per il suo accento decide di passare dall’altra parte della scrivania e, con l’aiuto economico di sua madre ex attrice della compagnia di Eduardo De Filippo, mette su un’agenzia di casting di soli attori napoletani. Il fascino del palcoscenico e la speranza di una vita più sincera, dove anche l’artista sofferente possa trovare sollievo e soddisfazione, imbriglieranno ancora una volta il suo cuore, spingendolo ad avventurarsi in un indimenticabile viaggio verso Broadway.

Una girandola di misunderstanding in perfetto stile “commedia degli equivoci†e la solita comicità tutta partenopea rende una vera e propria gemma teatrale questa commedia/musical incastonata nella stagione del Sala Umberto. Da non perdere.

Luca Maria Brogli

Vacanze di Natale al Quirino con “Le Bugie con le gambe lungheâ€

27 dicembre 2011
Categorie: What's new

“Le Bugie con le gambe lungheâ€

di Eduardo De Filippo

con Luca De Filippo, Nicola Di Pinto, Anna Fiorelli, Fulvia Carotenuto, Carolina Rosi, Massimo De Matteo, Giuseppe Rispoli, Gioia Miale, Antonio D’Avino, Chiara De Crescenzo, Alessandra D’Ambrosio, Carmen Annibale

Regia Luca De Filippo

Dal 26 novembre all’8 gennaio 2012

Teatro Quirino, Roma

“Mi conviene, non mi conviene…†è l’espressione più ricorrente in bocca a diversi personaggi de “Le bugie dalle gambe lungheâ€, di E. De Filippo portato in scena, fino all’8 Gennaio, al Teatro Quirino di Roma, da Luca De Filippo. Ѐ un affresco napoletano, garbatamente spietato, che racconta le ipocrisie, le bugie appunto, di una micro società condominiale di una Italia post bellica che stenta a riprendere il suo passo agli albori del miracolo economico. Libero, non ricco, non bello, non vecchio ma libero da simulazioni e doppiezze è il protagonista che vede agitarsi intorno una sorella che accetta in nozze (perché le conviene) un uomo presuntuoso che non ama; una giovane coppia che ha già infranto con tradimenti e bugie il recente  vincolo matrimoniale che però sarà tenuto in piedi per convenienza reciproca, tanto un figlio sta già arrivando anche se di padre incerto. E tutta questa folla afferma e poi nega, si confida e poi ritratta, a seconda delle convenienze, mentendo anche a se stessa e spiazzando Libero spettatore impotente di tanta improntitudine. Solo la signorina Graziella, giovane di liberi costumi non nega la sua professione e professa il suo amore disinteressato a Libero che però rifiuta per timore dei commenti dei vicini, quindi per convenienza: Edoardo non risparmia nessuno, solo una prostituta.

Risate tante, ma amare, sull’incorreggibilità del genere umano che neanche una guerra devastante come quella appena vissuta dai personaggi ha lavato, generando comportamenti più etici.  Questa amara rassegnazione arriva piano piano fra situazioni comiche e paradossali  che avvincono il pubblico e lo portano a riflettere, fra risate liberatorie, sulla imperitura attualità dell’ipocrisia.

Inutile sottolineare ancora la superba padronanza scenica  e i perfetti tempi comici di Luca De Filippo, nel ruolo di Libero,  la sua imponente presenza scenica, capace di reggere anche i lunghi silenzi vissuti di spalle, e che ha saputo circondarsi di una ottima compagnia che sostiene il ritmo della narrazione con sapienza scenica e attoriale. Ne nasce uno spettacolo gradevolissimo che, in un impianto di regia tradizionale, offre al pubblico un prodotto drammaturgico di livello senza neanche il supporto della musica: la musica è nel rimo delle battute.

La scenografia prima con una quinta sospesa sopra la scena per tutto lo spettacolo (che poi cala come un siparietto nella breve pausa fra i due tempi del primo atto) ci presenta un groviglio surreale e soffocante di palazzi di cemento affastellati, ammassati uno sull’altro quasi a voler indicare una continuità causale tra i comportamenti  narrati e il futuro degrado urbanistico ed etico dei tempi futuri, quindi anche dei nostri, poi racconta, nei due interni, il cambio di passo degli eventi. Ricca di poveri oggetti la casa di Libero nel primo atto dove la realtà si presenta nel suo disordine esistenziale poi asciutta, bicolore, secca, quasi ingessata in una esasperata verticalità la casa di Benedetto Cigolella (il piccolo industriale, vicino di Libero) dove la Bugia viene messa in riga perché deve diventare la  verità che conviene a tutti. Libero non ha potere di cambiare quelle dinamiche e allora decide di adeguarsi a suo modo usando la bugia, divenuta virtù sociale, per riscattare l’onorabilità della signorina Graziella. Se l’unica realtà accettata è quella riscritta a proprio piacimento, allora tutti dovranno accettare la sfacciata rivelazione di Libero che sposerà la chiacchierata signorina Graziella, presentata a tutti come una principessa illibata. Lieto fine anche per Libero che si prende il lusso di burlarsi di un mondo che però continuerà a camminare sulle gambe lunghe delle bugie.

Luca Maria Brogli

“La bisbetica domata”, al Quirino la verve di Gravina e Siravo

9 dicembre 2011
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LA BISBETICA DOMATA

di William Shakespeare

con Vanessa Gravina, Edoardo Siravo, Carlo Di Maio Vito Facciolla Alberto Caramell, Elisabetta Alma, Emanuela Trovato Gianluca Enria Stefano Vona Bianchini Maurizio Tomaciello, Valentina D’Andrea e la partecipazione di Giulio Farnese.

musiche: Goran Bregovic

scene e costumi: Andrea Taddei

adattamento e regia: Armando Pugliese

Dal 6 al 18 dicembre – Teatro Quirino

Se Goran Bregovic rappresenta il dialogo tra le varie tradizioni musicali e le varie sonorità trasformando uno spartito in un incontro/scontro tra due opposti, la scelta dei suoi giochi polifonici è perfetta per accompagnare questa pièce del 1594, che il regista Armando Pugliese riesce a rendere una vera e propria gemma teatrale incastonata nella stagione del Teatro Quirino.

“La bisbetica domata†raccoglie in se tutte le tematiche del Bardo: il gioco e lo scambio di identità, il corteggiamento, l’inseguimento d’amore, il metateatro e i misunderstading e la girandola di equivoci ambientata nel veneto shakespeariano. Caterina (l’ottima Vanessa Gravina) è la bisbetica ed irrequieta figlia di Battista, signore padovano, che la vuole dare in sposa prima di sua sorella Bianca, dolce e mansueta ragazza; Petruccio, burbero e villano (Edoardo Siravo, animale da palcoscenico e volto notissimo del piccolo schermo) ed allettato dalla ricca dote, riesce nel tentativo di domare il carattere di Caterina sottoponendola ad ogni sorta di privazione ed umiliazione con inganni e pretesti. Finale rovesciato: Bianca, una volta maritata, si rivelerà la consorte più capricciosa ed intrattabile mentre la bisbetica (ormai “domata†a forza di sonno, fame e percosse) avrà la palma della docilità tra le mogli.

la bisbetica domataridotta

Una taverna cinquecentesca, un paesaggio pseudo metropolitano e la strana dimora di Petruccio e dei Trolls: mentre l’occhio si perde nei tre landscape che riempiono la scarna scenografia curata da Andrea Taddei (nella quale spiccano elementi assoluti che hanno il merito di dare risalto agli interessanti costumi), la pièce scivola via in un meccanismo che fa emergere una critica sempre attuale al rapporto tra i due sessi e al ruolo della donna/moglie e la sua emarginazione (nel ‘500, e non solo), al matrimonio per convenienza mettendo, così, in luce in modo grottesco l’Antigalateo e l’“educazione†che il marito applica alla moglie intrattabile. E come, in questo caso, l’amore non trionfi ed anzi, nella disputa finale tra mariti su quale fosse la moglie più docile e devota, la “bisbetica domata†compia un salto morale inaspettato mettendo da parte la sua indole ed i suoi conflitti interiori col marito, in una vera e propria lotta tra i due in cui avrà la meglio Petruccio. Una compagnia teatrale di ottimo livello, ma il ritmo e il livello degli scontri verbali (la base di questa pièce) viene esaltato da Gravina e da Siravo, il cui feeling recitativo entusiasma il tono comico-farsesco.

Luca Maria Brogli

“Spaesatiâ€, Francesca Reggiani ed il suo sguardo pungente sull’Italia della crisi.

2 novembre 2011
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“Spaesati”
One Woman Show con Francesca Reggiani

Regia di Walter Lupo

Testi di Gianluca Giugliarelli

Dal 1 al 27 novembre 2011
Teatro Sala Umberto – Via della Mercede, 50 Roma

Frizzante e tagliente, Francesca Reggiani conquista nuovamente il teatro “Sala Umberto†raccontando i vezzi e i problemi degli italiani ormai, appunto, “Spaesatiâ€, conducendo per mano lo spettatore in un viaggio sui mutamenti profondi dell’Italia.
Con la regia di Walter Lupo ed i testi dell’ottimo Gianluca Giugliarelli (autore ma già volto noto di Zelig e storico collaboratore della Reggiani), questo one woman show denuncia con la solita verve dell’attrice romana i paradossi di un Paese che ha promosso i rotocalchi da parrucchiere a pilastri dell’informazione, le chiacchiere da bar in movimento di opinione, il precario e lo stagista non pagato come status professionale.

Dalla presentatrice di “Chi l’ha visto†(Federica Sciarelli) a Sofia Loren, da Carla Bruni a Francesco Bruno (il famoso criminologo Rai), la carrellata dei personaggi interpretati dalla Reggiani trasmette bene l’idea di un popolo ed un Paese che, sul baratro di una crisi epocale si domanda se alla luce dello spread l’Italia va in default, ma Amanda e Raffaele sono innocenti, chi sta coprendo Michele Misseri ?
E poi ancora i vezzi e le differenze tra le donne italiane e quelle dell’Est, le “Slavine†che sono arrivate in Italia facendo impazzire uomini (soprattutto di età avanzata), che la Reggiani descrive con il suo pungente sguardo, dando il via a racconti sugli inevitabili calembour ed episodi esilaranti di questo incontro/scontro di abitudini e tipologie di vita. Ed infine non si può non fare i conti (è proprio il caso di dirlo) con i cinesi che invadono le nostre città… dal Milione di Marco Polo, ai milioni che hanno fatto … loro.

Luca Maria Brogli

“Todo o Nada”

14 settembre 2011
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La bellezza secondo lo straordinario obiettivo di Mario (continua…)

Un ponte tra palco e realtà

11 luglio 2011
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Roma presenta il suo nuovo gioiello architettonico

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Un (continua…)

50 anni… e non sentirli

25 maggio 2011
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Il Salone del Mobile di Milano arriva al suo cinquantesimo (continua…)

Glam & Dèco

24 maggio 2011
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Tamara de Lempicka. La regina del moderno

Regina della (continua…)

Macro, quando la plasticità della materia, l’esaltazione dei sensi e le contraddizioni della parola diventano Arte

24 maggio 2011
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(continua…)

Roma Wine Festival, l’eccellenza enogastronomica alla Città del Gusto

6 maggio 2011
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Roma Wine Festival

7 e 8 Maggio 2011

Città del gusto, via Enrico Fermi 161

Roma

www.romawinefestival.it

Con le sue 5.000 presenze nella scorsa edizione, torna nel week-end del 7 ed 8 maggio, nella splendida cornice della Città del Gusto, il Roma Wine Festival, una grande vetrina per tanti produttori di eccellenza che vogliono incontrare il loro pubblico in un appuntamento che vuole essere rivolto ad un’èlite di consumatori amanti non solo del gusto, del sapore e del colore dei vini, ma anche della cultura gastronomica che ruota intorno ad essi.

130 aziende italiane, 600 etichette e 10.000 bottiglie accoglieranno i visitatori in questa quarta edizione (idealmente, un proseguo del fortunato Vinitaly) che offre un percorso ricco di novità, un serrato programma di workshop condotti da esperti del Gambero Rosso, con degustazioni di vini di ogni Regione, scambi enologici-culturali e occasioni per approfondire, o conoscere per la prima volta, i misteri e le curiosità dell’affascinante e magico mondo del vino.  Il grande numero di etichette presenti, provenienti da tutta l’Italia, consentirà ad intenditori, cultori del buon bere e neofiti che vorranno cogliere questa occasione per avvicinarsi al mondo del vino e vivere un vero Grand Tour tra le preziosità enologiche del nostro Paese.

Prima tra tutte le manifestazioni del vino, Roma Wine Festival lancia quest’anno la figura del Personal Winer, ovvero sommelier a disposizione per accompagnare il pubblico in una visita guidata attraverso le tante opportunità di degustazione che la manifestazione offre.

Da sempre sinonimo di stile e ricercatezza, il vino è più di una bevanda, ma un vero e proprio elemento culturale che la Città di Roma vuole celebrare con questo evento (nato dalla collaborazione tra il Gambero Rosso, Artix, la Regione Lazio e la Camera di Commerci di Roma) da vivere nella Città Del Gusto, un grande contenitore per comunicare le eccellenze enogastronomiche, dove poter passare un fine settimana assaggiando vini di ogni regione o partecipare a seminari con il “bicchiere in mano†promuovendo la cultura del vino di alta qualità.

Luca Maria Brogli

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