Luciano Ligabue i suoi cinquant’anni tra rock, tour e mostri da salutare

14 luglio 2010
Categorie: What's new

«A 30 anni facevo il figo. Mi dicevo che a cinquant’anni non mi sarei ritrovato mai a cantare “Balliamo sul mondo”. Ma ora che ne ho veramente cinquanta, non vedo l’ora che arrivi il 9 luglio, per salire sul palco e suonarla!».

 Eccoci qua: il mezzo secolo è arrivato, sono arrivati anche i vent’anni di carriera (a due decadi esatte proprio dal suo primo album d’esordio “Ligabue”), un nuovo album di inediti (“Arrivederci, Mostro!”) ed un tour (LIGABUE STADI 2010) che parte il 9 luglio dallo Stadio Olimpico. E allora buon mezzo secolo, Liga!

luciano-ligabue_01 ERA IL MAGGIO DEL 1990 – Il Mondiale d’Italia è alle porte, e la voce di quello che viene definito subito il “Bruce Springsteen italiano” inizia a girare tra le radio. Esordisce proprio con “Balliamo sul mondo” e subito “Bar Mario”, “Bambolina e barracuda” e “Piccola Stella senza cielo” decretano il successo dell’album di debutto (che porta il suo nome, “Ligabue”). Da Maggio 1990 a Maggio 2010, da un mondiale all’altro, da un disco ad un altro: oggi quel “ragazzo” (anche se enfant prodige proprio non lo è mai stato, vista la sua ribalta a piĂą di 30 anni) è rimasto tale, senza aver subito la decadenza degli anni. Il capello è sempre lungo, folto e castano, l’abbigliamento e gli stivali non sono cambiati. Sono passati vent’anni, sono arrivati ben 14 album totali tra live, studio e raccolte (l’ultimo uscito “Arrivederci Mostro!” è il 15cesimo), 42 singoli, milioni di persone nei principali stadi, arene e teatri d’Italia e d’Europa sono accorsi ai suoi mega concerti (solo a Campovolo, nel settembre 2005, in un’area di 150 mila metri quadri, il rocker emiliano stabilisce il record europeo – di cui è ancora detentore – per biglietti venduti in un concerto da un singolo artista: 165.264, Dati ufficiali SIAE). Cantante e autore, ma non solo. In mezzo anche tre libri e due film (anche talent scout di un certo Stefano Accorsi e, prima di Ferzan Ozpetek, il primo a far interpretare un ruolo da omosessuale a Pierfrancesco Favino).  

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Eppure Liga è subito un antidivo, niente droga, niente locali, niente gossip. E’sposato, con un figlio dal nome illustre (Lorenzo Lenny, come Kravitz) e continua a vivere lì dove sono le sue ispirazioni. Il suo paese, il suo universo. Correggio, Emilia. Una rockstar sì, ma orgogliosamente di provincia. E lì, nella sua terra, tra i suoi bar e i suoi amici, tra i vecchi che lo indicano dicendogli “quello è il figlio di Giovanni Ligabue, quello che canta invece di lavorare” Liga continua a sfornare successi. Sempre in “giro di Do” e sempre in Italia perchĂ©, spiega lo stesso Luciano, “la traduzione dei miei testi dall’italiano all’inglese non è per nulla funzionale”.

 

ARRIVEDERCI MOSTRO! – E proprio ora che è arrivato a cinquant’anni, Liga saluta tutti i suoi mostri e fantasmi, esorcizzandoli con un album di 12 inediti, anticipati dal singolo “un colpo all’anima” (subito sia album che singolo alle vette per ascolto e vendite). «Ognuno di noi ha le proprie ossessioni – ha spiegato Luciano – ma sappiamo, però, che sono vivi e sono il filtro attraverso cui chiunque matura la propria, personale visione del mondo. Può darsi che sia  anche per questa lunga frequentazione che ora, in questa fase della mia vita, mi sembrano meno potenti e ingombranti. Alcuni di loro li ho affrontati in questo album ma era solamente per fargli sapere che li stavo salutando. Loro come tutti gli altri. So benissimo che sarebbe fin troppo bello che fosse un saluto definitivo».

 Insomma, è un Liga maturo ed ilLigabue_cover_Arrivederci, mostro!(media) risultato finale di questo “Arrivederci Mostro!” (la cui idea di copertina è ripresa da “Fishy Island” di Erik Johansson) è una qualitĂ  sonora e musicale che esalta, in alcuni brani, il rock chitarristico – qui fortemente attualizzato nelle sonoritĂ  – che ha sempre contraddistinto Ligabue, mentre di altri sottolinea il fortissimo impatto emotivo in «totale sospensione» ritmica. Le parti di batteria, solide e potenti, hanno un gusto live che rompe la fredda quantizzazione delle griglie imposte dal computer nelle registrazioni in studio di questi anni, e su di esse poggiano linee di basso tra chitarre e tastiere che esibiscono una grande varietĂ  di suoni, dai piĂą rabbiosi ai piĂą liquidi. Con la maturitĂ  che i suoi 50 anni richiedono, e la voglia di giocare ancora intatta, si sente che sono passati i tempi di “Walter il mago” e ormai i “Sogni di Rock and roll” hanno lasciato spazio ad altro. In ogni brano c’è un mostro da combattere: si parte con “Quando canterai la tua canzone”, dove Liga canta forse a se stesso, forse al figlio Lenny, o, piĂą semplicemente, a chiunque sia pronto a vivere la propria vita in autonomia, costi quel che costi; come “Nel tempo”, dove i fantasmi hanno un nome e, per la maggior parte, una connotazione positiva in chiave humor, proprio come in “Ci sei sempre stata”, dove l’amore è visto come ossessione, un mostro positivo. Ma c’è anche l’insofferenza verso l’ipocrisia di una parte dell’ambiente musicale, come in “Caro il mio Francesco” e l’orrore umano raccontato in “Quando mi vieni a prendere”. Ma, alla fine di questo album dei suoi cinquant’anni compiuti, Ligabue ci lascia con una dichiarazione che non si sa se sia impegno, fiducia, richiesta o evocazione:  “Il meglio deve ancora venire”.

LIGABUE, IL TOUR E L’OLIMPICO 2010 – «Questo è un disco pensato per i ragazzi che lo ascolteranno con l’ipod e Liga_stadiiphone», ha dichiarato il rocker di Correggio e non sarĂ  certo un caso se da due mesi nelle prime posizioni di itunes c’è “iLiga”, l’applicazione ufficiale sviluppata dal suo staff tra le piĂą vendute in Italia che raccoglie la storia e le novitĂ , con video inediti e contenuti extra. Quando si tratta di vendere, Liga non è secondo a nessuno: basti pensare che per le date del tour “LIGABUE STADI 2010” sono andati a ruba – in pochi giorni – piĂą di 350.000 biglietti, con diversi sold out. D’altronde, il concerto del Liga e della sua Band è una vera e propria “esperienza”, e l’Olimpico il 9 luglio è pronto a riabbracciarlo: un feeling reso ancora piĂą profondo dopo quell’incredibile concerto ormai epico (giugno 2002) tra pioggia torrenziale, palco e (sur)realtĂ . Oltre due ore di puro rock, in bilico tra canzone d’autore e sonoritĂ  piĂą dure, nelle quali Ligabue dĂ  il meglio di sè, senza risparmiarsi, divertito, consapevole dell’appeal e del carisma che lo accompagna sempre, però, con un forte senso civico e in difesa dell’ambiente. GiĂ  l’ambiente: anche in questo tour, LIGABUE ha rinnovato l’adesione al progetto “Impatto Zero®” di LifeGate. Le emissioni di CO2 generate, infatti, saranno compensate contribuendo alla creazione e tutela di foreste in crescita in Madagascar. Un sodalizio che conferma nuovamente l’impegno concreto di LIGABUE a favore del pianeta.

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Luca Maria Brogli

 

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