Macro, quando la plasticità della materia, l’esaltazione dei sensi e le contraddizioni della parola diventano Arte

24 maggio 2011
Categorie: What's new

Arcangelo Sassolino, Ernesto Neto e Dan Perjovschi: tre artisti, tre nazionalità, tre percorsi in un unico ideale contenitore di differenti linguaggi per stimolare una presa di coscienza del proprio ruolo nello spazio.

La Sala Enel del MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma – si presenta, con questi tre nuovi interventi (aperti al pubblico fino al 12 giugno), come un vero e proprio laboratorio internazionale di idee ed immagini della contemporaneità, che oggi, in questa straordinaria architettura, hanno nuovi spazi, nuovi stimoli, e una naturale vocazione alla monumentalità.

Quando i limiti fisici della forma diventano arte: Arcangelo Sassolino

 

Il primo intervento presente nella sala Enel è Piccolo Animismo, un’opera creata appositamente per il MACRO dall’artista Arcangelo Sassolino. Il lavoro dà voce e suono alla sala, alle sue tensioni postindustriali e ingegneristiche, nutrendosi allo stesso tempo dello spazio in cui è collocato.   Piccolo Animismo è un grande contenitore realizzato con lastre di acciaio inox saldate tra di loro; attraverso un processo ciclico di immissione e sottrazione di aria in pressione, il volume subisce trasformazioni sorprendenti e destabilizzanti raggiungendo il limite della tensione e tuonando inaspettatamente. Modificando la fisicità stessa dell’opera, Sassolino crea una scultura “generatrice di forme” forzandone il più possibile la materia. Lo spettatore, coinvolto nell’attesa dell’azione, vive il manifestarsi di queste tensioni e di questi conflitti mettendo in gioco la propria emotività e partecipando al dolore e al cambiamento che interessano questa grande installazione. Da sempre interessato ai limiti della forma, della materia e del movimento, Arcangelo Sassolino carica il suo lavoro di una tensione fisica che scuote l’opera dall’interno: “Ogni volta che sono su un aereo mi chiedo a quanta sollecitazione può resistere un’ala sapendo che per stress meccanico qualsiasi materiale prima o dopo è destinato a collassare”. Quindi “perché non forzare questa possibilità della materia contro la materia – aria e acciaio; pressione su metallo; tonnellate sulle saldature – perché non forzare verso il limite le caratteristiche della materia facendone uscire l’imprevisto come forma e come suono? Spesso compaiono conseguenze sonore prodotte per attrito, impatto o cedimento dei materiali. A volte anche stolide masse che non diresti, si rivelano cantanti”.

 

While Nothing Happens, l’arte tra profumi e sapori in un’installazione sensoriale

 

Realizzata dall’artista brasiliano Ernesto Leto, While Nothing Happens è un’installazione in lycra, fluttuante e profumata, sospesa da terra, che contiene cinque colorate spezie macinate: pepe nero, cumino, chiodi di garofano, zenzero e curcuma. Mescolando materia e spazio, colori ed odori, l’artista, realizza un’opera che coinvolge tutti i sensi dello spettatore, abbattendo le distanze tra arte e vita, creando “un’arte che unisce, che ci aiuta a interagire con gli altri, che ci mostra il limite, inteso non come un muro ma come un luogo di sensazioni, di scambio e di continuità”. Gli odori e i sapori esotici per un’arte che deve essere anche un’esperienza sensoriale, partendo dall’incanto visivo e dalle sue suggestioni olfattive, come un luogo plastico dell’artista che, in dialogo con le proporzioni della sala, offre al visitatore uno spazio meditativo in cui raccogliersi.

 

La libertà del segno e della parola secondo Dan Perjovschi. The crisis is (not) over. Drawing and dioramas

 Dan Perjovschi, The crisis is (not) over, 2011 - foto altrospazio Roma  OK

Inaugurato in corso d’opera lo scorso 11 febbraio, a questi lavori si affianca The crisis is (not) over. Drawings and Dioramas: il gigantesco affresco contemporaneo dell’artista rumeno Dan Perjovschi, celebre per i suoi recenti interventi nei maggiori musei del mondo, dal MoMA di New York alla Tate Modern di Londra. Un’installazione diffusa e coinvolgente, fatta di disegni e fumetti che riflettono in forma ironica il mondo politico, sociale e culturale della contemporaneità. Il concept dell’opera si snoda sul paradigma della crisi economica globale e sul paradosso in cui la società turbo-consumistica postmoderna tenta di disinnescare i rischi della recessione. L’opera, pensata appositamente per lo spazio museale, animata da epigrammi e disegni paradossali, da percorrere con gli occhi, fa riflettere sulle infinite contraddizioni dell’oggi attraverso la libertà del segno e della parola. Nonostante la sua analisi dei valori sociali e dei principi contemporanei sia spietata, l’indagine di Perjovschi è scandita attraverso il filo dell’ironia e del sarcasmo, strumenti capaci di cogliere le stridenti contraddizioni del reale. Perjovschi è stato il primo artista a lavorare direttamente sulla pelle del nuovo MACRO, attraverso una performance di alcuni giorni e interamente visibile dal pubblico “in tempo reale”, realizzando lo scorso febbraio questa grande opera satirica, coerentemente col suo percorso d’artista impegnato nella ricerca di nuove dimensioni dello spazio, di inediti significati del mondo che lo circonda.

Dan Perjovschi, The crisis is (not) over, 2011 - foto altrospazio Roma (1) OK

Dan Perjovschi, The crisis is (not) over, 2011 - foto altrospazio Roma (13) OK

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Luca Maria Brogli

  • Abbonati a Glamlife Magazine!!

    Basta un click su www.glamlifestore.com
  • Sfoglia la versione digitale di Glamlife Magazine!

  • Glamlife Eventi è su Facebook!

  • Iscriviti alla mailing list di Glamlife!

  • Tutti gli articoli di Glamlife Magazine

  • Sono partner di Glamlife Roma:

  • Charter-solution.com

  • Filmforlife.org