Vacanze di Natale al Quirino con “Le Bugie con le gambe lunghe”
27 dicembre 2011
Categorie: What's new
“Le Bugie con le gambe lunghe”
di Eduardo De Filippo
con Luca De Filippo, Nicola Di Pinto, Anna Fiorelli, Fulvia Carotenuto, Carolina Rosi, Massimo De Matteo, Giuseppe Rispoli, Gioia Miale, Antonio D’Avino, Chiara De Crescenzo, Alessandra D’Ambrosio, Carmen Annibale
Regia Luca De Filippo
Dal 26 novembre all’8 gennaio 2012
Teatro Quirino, Roma
“Mi conviene, non mi conviene…” è l’espressione più ricorrente in bocca a diversi personaggi de “Le bugie dalle gambe lunghe”, di E. De Filippo portato in scena, fino all’8 Gennaio, al Teatro Quirino di Roma, da Luca De Filippo. Ѐ un affresco napoletano, garbatamente spietato, che racconta le ipocrisie, le bugie appunto, di una micro società condominiale di una Italia post bellica che stenta a riprendere il suo passo agli albori del miracolo economico. Libero, non ricco, non bello, non vecchio ma libero da simulazioni e doppiezze è il protagonista che vede agitarsi intorno una sorella che accetta in nozze (perché le conviene) un uomo presuntuoso che non ama; una giovane coppia che ha già infranto con tradimenti e bugie il recente vincolo matrimoniale che però sarà tenuto in piedi per convenienza reciproca, tanto un figlio sta già arrivando anche se di padre incerto. E tutta questa folla afferma e poi nega, si confida e poi ritratta, a seconda delle convenienze, mentendo anche a se stessa e spiazzando Libero spettatore impotente di tanta improntitudine. Solo la signorina Graziella, giovane di liberi costumi non nega la sua professione e professa il suo amore disinteressato a Libero che però rifiuta per timore dei commenti dei vicini, quindi per convenienza: Edoardo non risparmia nessuno, solo una prostituta.
Risate tante, ma amare, sull’incorreggibilità del genere umano che neanche una guerra devastante come quella appena vissuta dai personaggi ha lavato, generando comportamenti più etici. Questa amara rassegnazione arriva piano piano fra situazioni comiche e paradossali che avvincono il pubblico e lo portano a riflettere, fra risate liberatorie, sulla imperitura attualità dell’ipocrisia.
Inutile sottolineare ancora la superba padronanza scenica e i perfetti tempi comici di Luca De Filippo, nel ruolo di Libero, la sua imponente presenza scenica, capace di reggere anche i lunghi silenzi vissuti di spalle, e che ha saputo circondarsi di una ottima compagnia che sostiene il ritmo della narrazione con sapienza scenica e attoriale. Ne nasce uno spettacolo gradevolissimo che, in un impianto di regia tradizionale, offre al pubblico un prodotto drammaturgico di livello senza neanche il supporto della musica: la musica è nel rimo delle battute.
La scenografia prima con una quinta sospesa sopra la scena per tutto lo spettacolo (che poi cala come un siparietto nella breve pausa fra i due tempi del primo atto) ci presenta un groviglio surreale e soffocante di palazzi di cemento affastellati, ammassati uno sull’altro quasi a voler indicare una continuità causale tra i comportamenti narrati e il futuro degrado urbanistico ed etico dei tempi futuri, quindi anche dei nostri, poi racconta, nei due interni, il cambio di passo degli eventi. Ricca di poveri oggetti la casa di Libero nel primo atto dove la realtà si presenta nel suo disordine esistenziale poi asciutta, bicolore, secca, quasi ingessata in una esasperata verticalità la casa di Benedetto Cigolella (il piccolo industriale, vicino di Libero) dove la Bugia viene messa in riga perché deve diventare la verità che conviene a tutti. Libero non ha potere di cambiare quelle dinamiche e allora decide di adeguarsi a suo modo usando la bugia, divenuta virtù sociale, per riscattare l’onorabilità della signorina Graziella. Se l’unica realtà accettata è quella riscritta a proprio piacimento, allora tutti dovranno accettare la sfacciata rivelazione di Libero che sposerà la chiacchierata signorina Graziella, presentata a tutti come una principessa illibata. Lieto fine anche per Libero che si prende il lusso di burlarsi di un mondo che però continuerà a camminare sulle gambe lunghe delle bugie.
Luca Maria Brogli






